NIS2 Supply Chain: checklist operativa per la conformità aziendale
La cybersecurity della supply chain è oggi uno dei temi più critici per la resilienza delle aziende. Magazzini, sistemi logistici e piattaforme digitali sono sempre più interconnessi e quindi più esposti a vulnerabilità che possono compromettere l’intera catena di approvvigionamento. Per rafforzare la sicurezza di questi ecosistemi, l’Unione Europea ha introdotto la Direttiva (UE) 2022/2555 – NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024. La norma amplia gli obblighi rispetto alla precedente NIS1 e impone alle organizzazioni di adottare misure tecniche, operative e organizzative proporzionate al rischio, estendendo la tutela anche ai rapporti con fornitori e sub-fornitori.
Comprendere come applicare la NIS2 alla supply chain e al magazzino è oggi essenziale non solo per garantire la conformità normativa, ma anche per proteggere la continuità operativa e il business aziendale.
Cybersecurity in magazzino: cosa presidiare
I magazzini automatici e semi-automatici rappresentano uno degli anelli più vulnerabili della supply chain. Sensori IoT, sistemi OT, piattaforme WMS (Warehouse Management System) ed ERP (Enterprise Resource Planning) sono componenti sempre più integrati e quindi soggetti a rischio di attacco. Secondo il Rapporto Clusit 2025, il numero di incidenti cyber che hanno coinvolto il settore manifatturiero e logistico è cresciuto del +380% negli ultimi cinque anni, spesso a causa di dispositivi IoT compromessi o di vulnerabilità nelle reti OT.
Per ridurre i rischi e rispettare la NIS2, le aziende devono presidiare in modo strutturato diversi aspetti: accessi e autenticazione, con gestione dei profili utente e autenticazione a più fattori (MFA); segmentazione IT/OT per isolare eventuali malware; crittografia dei dati sensibili come lotti, anagrafiche e inventari; protezione da attacchi DDoS, malware e ransomware mediante firewall e IDPS (Intrusion Detection and Prevention Systems); backup e disaster recovery per garantire la continuità.
Le piattaforme cloud devono integrare controlli di accesso e sistemi di monitoraggio continuo. Per i sistemi OT, un processo costante di patch management è indispensabile per evitare l’esposizione a vulnerabilità note.
Coinvolgimento dei fornitori e sub-fornitori nella supply chain: obblighi e rischi
La NIS2 estende la responsabilità di sicurezza lungo tutta la catena di fornitura. Gli articoli 21 e 24 del D.Lgs. 138/2024 prevedono che gli enti valutino e gestiscano i rischi derivanti dai propri partner, integrando criteri cyber nei processi di approvvigionamento.
Secondo un’analisi di Agenda Digitale, i fornitori devono a loro volta verificare la postura di sicurezza dei sub-fornitori e adottare meccanismi di reporting e audit periodici. In pratica, un’azienda della logistica o del manufacturing deve mappare tutti i fornitori e sub-fornitori con accesso a sistemi o dati critici, eseguire valutazioni di rischio documentate, richiedere audit e controlli regolari, prevedere obblighi contrattuali di notifica e conservare evidenze delle misure adottate. Ignorare questi aspetti significa introdurre nella propria catena di fornitura un potenziale punto di compromissione, con impatti diretti sulla compliance NIS2 e sulla sicurezza del business.
Clausole contrattuali e controlli nell’ambito della NIS2 supply chain
Le clausole contrattuali diventano uno strumento chiave per garantire la sicurezza della supply chain. Il D.Lgs. 138/2024 richiede che le organizzazioni inseriscano nei contratti con fornitori e sub-fornitori specifiche previsioni di sicurezza: verifiche, audit, gestione incidenti e limitazioni sul subappalto. Come approfondito su Agenda Digitale, un contratto conforme alla NIS2 dovrebbe includere: obbligo di conformità normativa, audit periodici con accesso ai log di sicurezza, notifica immediata di incidenti entro i termini di legge, definizione di responsabilità anche alla cessazione del rapporto, limitazione al subappalto ed estensione delle misure ai sub-fornitori. In questo modo la compliance viene tradotta in garanzie legali e operative, rafforzando la resilienza complessiva della catena di approvvigionamento.
Come trasformare la compliance NIS2 nella supply chain in vantaggio
La conformità alla NIS2 non è solo un adempimento, ma può diventare un fattore competitivo. Investire in cyber resilience aumenta la fiducia dei clienti e dei partner e posiziona l’azienda come attore affidabile della supply chain digitale. Integrare servizi di monitoraggio e auditing IoT/OT, documentare i processi di valutazione rischio, o adottare soluzioni di segmentazione e crittografia evolute consente di rispondere rapidamente alle richieste di compliance e accedere più facilmente a bandi o partnership internazionali. Inoltre, le pratiche NIS2 possono essere allineate con standard come ISO 27001 e ISO 28000, riducendo i costi assicurativi legati al cyber-risk e consolidando la fiducia nella catena logistica.
Tabella di marcia operativa e scadenze per la compliance NIS2 supply chain
Pur in assenza di scadenze legali rigide, è utile adottare una roadmap operativa per gestire in modo sistematico l’adeguamento alla NIS2. La seguente tabella propone un percorso di riferimento, basato sulle best practice ENISA 2025 e sulle raccomandazioni ACN, adattabile alla complessità di ciascuna azienda.
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Fase operativa |
Attività principali |
Obiettivo / Deliverable |
Scadenza indicativa* |
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1. Analisi e mappatura |
Identificare asset IT/OT (WMS, ERP, IoT, OT), fornitori diretti e sub-fornitori, processi e dati critici. |
Mappa degli asset e degli operatori della catena. |
Entro Q1 2026 |
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2. Valutazione del rischio |
Eseguire il cyber risk assessment previsto dagli artt. 21 e 24 D.Lgs. 138/2024. |
Rapporto di rischio e piano di mitigazione. |
Entro Q2 2026 |
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3. Revisione contrattuale |
Inserire clausole NIS2 nei contratti con fornitori e sub-fornitori. |
Contratti o addendum conformi alla NIS2. |
Entro Q3 2026 |
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4. Implementazione misure tecniche |
Adozione di MFA, IDPS, segmentazione IT/OT, backup, crittografia, patch management. |
Infrastruttura sicura e controlli documentati. |
Entro Q4 2026 |
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5. Governance e formazione |
Definizione del Cyber Incident Response Plan e formazione del personale e dei partner. |
Piano di risposta e programmi formativi attivi. |
Q1 2027 |
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6. Audit e monitoraggio continuo |
Audit annuali, monitoraggio SOC e revisione del risk assessment. |
Miglioramento continuo e verifica conformità. |
Dal 2027 (annuale) |
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*Le tempistiche sono orientative e possono variare in base a dimensione, settore e complessità della supply chain. |
Conclusione
La compliance alla NIS2 in tema di supply chain e magazzini non è solo un obbligo normativo, ma un passaggio strategico per rafforzare la cyber resilience aziendale. Un approccio end-to-end che integra tecnologia, processi e governance consente alle aziende di trasformare la sicurezza in vantaggio competitivo, riducendo i rischi operativi e aumentando la fiducia lungo tutta la catena di fornitura. La NIS2 non è solo una sfida di compliance: è una leva per la crescita digitale e per la protezione del business nel futuro della supply chain.
FAQ
Che cosa si intende per “NIS2” in tema supply chain?
La NIS2 (Directive (EU) 2022/2555) è la direttiva europea che rafforza la cybersecurity nei settori critici e impone misure anche sui rapporti con fornitori e sub-fornitori. eur-lex.europa.eu
Quali soggetti della supply chain sono direttamente coinvolti?
Gli enti “essenziali” e “importanti” ai sensi del D.Lgs. 138/2024, tra cui operatori logistici, aziende manifatturiere, fornitori ICT e partner OT/IoT.
Quali sanzioni rischiano le aziende?
Sono previste sanzioni amministrative fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato in caso di inosservanza degli obblighi (artt. 34-36 D.Lgs. 138/2024).
Come effettuare una valutazione del rischio conforme alla NIS2?
Identificare asset critici e fornitori, stimare minacce e impatti, documentare il piano di trattamento e monitorarlo nel tempo seguendo le linee guida ENISA 2025.