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28 gennaio 2020

Modernizzazione dei sistemi legacy: trasformare l'impresa

Oggi la trasformazione dell’impresa verso le nuove dinamiche della digitalizzazione passa necessariamente attraverso la modernizzazione dei sistemi legacy.

Per sistema legacy si intende una componente IT (unità hardware, applicazione, processo) basata su tecnologie ormai superate e che non supportano propriamente i modelli veloci e flessibili del business digitale.

 

Evolvere i sistemi legacy a supporto del business digitale

Diverse aziende sono ancora riluttanti nell’evolvere i sistemi legacy: il timore principale è di vanificare gli investimenti fatti in precedenza o di andare a sostituire “qualcosa che tutto sommato funziona”. Ci sono ovviamente anche limitazioni più oggettive che complicano l’ammodernamento tecnologico, come ad esempio il lock-in imposto da alcuni vendor o le problematiche di integrazione, ma bisogna superare le incertezze e avere finalmente il coraggio di ridisegnare processi e infrastrutture.

Mantenere inalterati i sistemi legacy significa recepire solo in parte i vantaggi competitivi della digitalizzazione, ma ciò potrebbe comportare un prezzo troppo alto da pagare. Per soddisfare una clientela sempre più esigente e globale, il business oggi richiede efficacia ed efficienza dei processi, rapidità di delivery, capacità di cambiare rotta e in un eventuale scenario negativo di fallimento, reagire tempestivamente al cambiamento riducendo al minimo le ricadute economiche. La Digital Transformation è un elemento chiave per innovare l’offerta e garantire l’operatività con ritmi adeguati, ma deve essere supportata da sistemi informativi flessibili e all’avanguardia, ridisegnati sul modello del cloud computing.

 

La rivoluzione portata dal cloud rispetto ai sistemi legacy

Il paradigma as-a-service, che prevede la fruizione delle risorse IT come servizio acquistabile dai cloud provider, infatti va sostituendosi ai sistemi legacy in virtù di una serie di vantaggi: elasticità infrastrutturale, scalabilità degli asset, velocità di implementazione, pagamento a consumo e così via.

A livello architetturale, la nuvola ha rivoluzionato il modo di progettare e fare IT: dal mainframe centralizzato degli anni Sessanta, passando per il paradigma server-client con la diffusione dei Pc negli anni Ottanta, si arrivati infine all’era del cloud e del mobile computing a partire dal ventunesimo secolo.

Dal punto di vista pratico, se il modello tradizionale basato sui sistemi legacy prevedeva un datacenter di proprietà aziendale, con risorse e applicazioni installate localmente, il cloud journey delle infrastrutture IT cambia le regole del gioco attraverso due direttrici:

  • costruzione di una nuvola privata, mediante la virtualizzazione, razionalizzazione e automazione delle componenti fisiche interne (server, sistemi storage, apparati di rete);
  • ricorso alla nuvola pubblica, ovvero all’affitto di risorse informative che risiedono e sono erogate presso il cloud provider.

Gli ambienti multicloud sostituiscono i sistemi legacy

La tendenza infatti oggi è sostituire i sistemi legacy con ambienti ibridi (ovvero che coniugano nuvole pubbliche e private) e multicloud (attingendo a diversi servizi di vari fornitori).

I sistemi legacy lasciano il posto all’It fruito come servizio nelle sue varie forme: Infrastructure-as-a-Service quando riguarda le componenti hardware e la loro gestione; Platform-as-a-Service se l’azienda affitta dal provider un ambiente di sviluppo, test e distribuzione completo; Software-as-a-Service per quanto concerne le applicazioni. Grazie all’as-a-service, l’IT aziendale può concentrarsi sulle attività core e a valore (ovvero servire le richieste del business e affrontare progetti di innovazione), mentre le parti più operative e di maintenance vengono delegate al fornitore cloud.

Gli amministratori IT quindi avranno un compito di “orchestrazione” rispetto alle risorse informative: si occuperanno infatti di gestire centralmente la pluralità dei “mattoncini” (i diversi servizi cloud) che compongono l’ambiente informativo aziendale. Ai provider spetterà l’onere di fornire tecnologie sempre aggiornate, sicure e pronte all’uso, nel rispetto dei Service Level Agreements pattuiti.

Rispetto ai sistemi legacy, il modello cloud si presta così a rispondere alle esigenze di scalabilità, nonché velocità di delivery infrastrutturale e applicativa imposte dal business moderno, spesso soggetto a picchi di carico non sempre prevedibili. Il tutto all’interno di contratti predefiniti che permettono un maggiore controllo sulla spesa IT e trasformando i Capex (i costi per la creazione e il possesso delle risorse informative) in Opex (pagamento per il solo utilizzo delle risorse).

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