Procedure di emergenza, le difficoltà principali
Nella definizione delle procedure di emergenza, una delle maggiori sfide è la progettazione e l'aggiornamento costante dei piani di emergenza. I piani devono essere chiari, sintetici e comprensibili per tutti i presenti nell’edificio: studenti, docenti, personale non docente, visitatori. I piani vanno aggiornati periodicamente per adattarsi a eventuali cambiamenti strutturali o normativi.
Un altro problema è la formazione del personale e degli studenti, in quanto spesso la conoscenza delle procedure di emergenza risulta limitata o superficiale. Ecco perché è essenziale condurre almeno due volte l’anno esercitazioni di evacuazione, collaudandone l’efficacia, identificando eventuali punti deboli ed eseguendo le operazioni con ordine e calma, allo scopo di educare a ridurre il panico in situazioni reali di pericolo. La segnaletica di emergenza deve indicare con chiarezza dove si trovano uscite, estintori, idranti. Il sistema di allarme deve essere efficace e riconoscibile, e indicare senza ambiguità il tipo di emergenza in corso. Per eseguire con tempestività ed efficacia le procedure di emergenza è fondamentale la capacità di collaborazione e coordinamento delle parti coinvolte: dirigente scolastico, addetti alla sicurezza, docenti, personale preposto alla gestione delle emergenze.
I punti deboli delle procedure di emergenza
Diverse cause concorrono a rendere inadeguate o vane le procedure di emergenza, rispetto al pericolo in corso: questi fattori generano come risultato reazioni inefficaci o addirittura dannose.
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Manca un piano di emergenza chiaro e aggiornato, non è possibile ottenere istruzioni precise sulle operazioni da eseguire, e ciò crea confusione e ritardi nelle azioni.
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Scarsa formazione e training: personale e studenti non regolarmente addestrati attraverso simulazioni ed esercitazioni, per conoscere le vie di fuga, usare gli estintori, praticare procedure di primo soccorso, non sapranno come comportarsi in situazioni di stress.
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L’ambiguità dei sistemi di segnalazione, come un sistema di allarme generico che non indica se si tratta di incendio o altre minacce, può generare reazioni inappropriate e panico inutile, rendendo inefficienti le procedure di emergenza.
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Manca un team di gestione delle emergenze chiaramente definito, e di organizzazione e coordinamento precisi tra dirigente scolastico, docenti e addetti alla sicurezza, finisce per portare a decisioni affrettate o a sovrapposizioni di ruoli.
Gestione scorretta delle procedure di emergenza, le conseguenze
La prima conseguenza di una mediocre esecuzione delle procedure di emergenza è l’insorgere di panico di massa e caos, spesso più pericoloso dell’emergenza stessa, perché spinge le persone a reagire irrazionalmente, calpestandosi a vicenda e creando blocchi che ostacolano l’evacuazione. La confusione e la mancanza di un punto di raccolta chiaro creano ritardi nelle azioni di intervento, perché diventa difficile per i soccorritori esterni, vigili del fuoco, ambulanze, polizia, localizzare le persone e intervenire efficacemente. Una gestione maldestra delle procedure di emergenza aumenta il rischio di lesioni fisiche gravi, come ferite da caduta o schiacciamento, e la probabilità nelle vittime più giovani di sviluppare disturbi da stress post-traumatico, che impattano negativamente su salute mentale e rendimento scolastico. Gli effetti di una cattiva gestione delle procedure di emergenza si traducono anche in responsabilità legali: le istituzioni scolastiche e universitarie hanno doveri di diligenza nei confronti degli studenti e la scorretta gestione di un’emergenza a causa di negligenza può portare a implicazioni legali e danni d’immagine per l’istituto.
Quali tecnologie adottare per potenziare le procedure di emergenza
Adottare tecnologie avanzate è una misura nodale per migliorare sicurezza e velocità di reazione nell’esecuzione delle procedure di emergenza. Per quanto riguarda i sistemi di monitoraggio e rilevamento, l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza intelligenti, basati su intelligenza artificiale, consente di rilevare movimenti sospetti, assembramenti, fumo, e di inviare in automatico allarmi al personale di sicurezza. L’adozione di sensori smart aiuta a rilevare fughe di gas, allagamenti, presenza di sostanze chimiche pericolose e ad attivare allarmi o sistemi di ventilazione, mentre i sistemi di controllo accessi permettono di monitorare chi entra o chi esce dall’edificio.
Anche in ambito scolastico e universitario, una strategia particolarmente vantaggiosa per accelerare l’esecuzione delle procedure di emergenza è l’implementazione nell’istituto di una moderna piattaforma PSIM (physical security information management) con funzionalità integrate di Incident Management. Questa soluzione permette di migrare da un approccio reattivo e disorganizzato alla sicurezza, verso un modello di risposta proattivo, coordinato e basato sui dati.
Benefici di una piattaforma PSIM e Incident Management
Nell’attuazione delle procedure di emergenza il tempo è prezioso, e avere a disposizione un software PSIM in grado di centralizzare attraverso un’unica interfaccia tutti gli eventi rilevanti monitorati da sistemi di videosorveglianza, allarmi antincendio, sensori di intrusione, controllo accessi fornisce un primo vantaggio importante. Invece di dover controllare separatamente diversi sistemi di sicurezza fisica, utilizzando il PSIM si ottiene già su un’unica interfaccia una visione unificata e completa della situazione. Il PSIM permette anche di automatizzare i protocolli di risposta, definendo tramite configurazione l’avvio di una serie di azioni predefinite per rispondere a un evento specifico, attivando per esempio lo sblocco porte, l’orientazione delle telecamere e l’invio di messaggi di avviso. Il PSIM aiuta poi a ridurre e gestire i falsi allarmi, eseguendo rapide verifiche visive dell’evento in corso tramite telecamere, nonché a raccogliere informazioni sull’evento e ad analizzarle. Ciò grazie a un registro dettagliato delle azioni, utilizzabile dopo l’emergenza per rilevare errori commessi, fare formazione del personale, rivedere i piani di sicurezza e, se necessario, preparare documentazione legale.
In modo analogo, le funzionalità di Incident Management (IM) consentono di gestire l’intero ciclo di vita dell’incidente, centralizzando e tracciando le segnalazioni e lo sviluppo degli eventi, con assegnazione di ruoli, attività e responsabilità. Il sistema di comunicazione strutturato facilita e integra le diverse tipologie di comunicazioni tra control room, personale di sicurezza, soccorritori esterni. Inoltre, l’analisi dei dati storici di eventi e incidenti permette di identificare schemi, tendenze, utili per attività di formazione e pianificare misure preventive mirate. il sistema documenta in automatico anche tutte le azioni intraprese, per dimostrare la conformità alle normative in caso di indagini.