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22 giugno 2020

Dal cost saving alle prestazioni, i vantaggi di orchestrare il data center

Gartner ha calcolato che un downtime dei sistemi potrebbe arrivare a costare migliaia di dollari al minuto: 5.600 dollari per l’esattezza che, a seconda della fascia orariainteressata dall’inattività, oscillerebbe tra i 140 mila e i 540 mila dollari in un’ora. Senza contare l’impatto in termini di produttività, time to market e brand reputation, solo per citare alcuni fattori che sarebbero influenzati dall’indisponibilità temporanea dei server e, quindi, delle applicazioni che funzionano grazie a essi. Per fortuna oggi esiste l’orchestrazione dei data center, una tecnologia divenuta ormai matura che ha un ruolo cruciale sia sul fronte del disaster recovery (DR) sia su quello della business continuity (BC). Sono almeno tre, infatti, i vantaggi che si ottengono se si decide di orchestrare uno o più data center: cost saving, ottimizzazione delle risorse umane, prestazioni migliori.

 

Il cost saving assicurato dall’orchestrazione del data center

Orchestrare i data center consente una riduzione dei costi perché abbatte la percentuale di rischio in caso di incidenti o malfunzionamenti improvvisi. Per quanto si possano considerare rari gli episodi di incendio, allagamento, interruzione di corrente, attentato, se dovessero capitare e il ripristino non avvenisse in tempi celeri, qualsiasi azienda potrebbe essere messa in ginocchio. Basti pensare a che cosa accadrebbe se l’azienda in questione fosse un istituto di credito o una compagnia Telco, con l’impossibilità per i suoi clienti, nel primo caso, di fare prelievi a sportello o usare l’home banking; nel secondo, di effettuare e ricevere telefonate. L’orchestrazione, invece, è strettamente connessa all’automazione dei processi in ambienti, come quelli attuali, in cui le architetture infrastrutturali ibride ed eterogenee. La medesima automazione, oltre a ridurre notevolmente i rischi di arresto dei data center, apporta un ulteriore cost saving perché sottrae l’onere di business continuity e disaster recovery (BCDR) all’intervento manuale guidato dall’uomo.

 

L’automazione al posto delle procedure manuali del personale IT

Fino a qualche anno fa le procedure di recovery erano affidate al personale IT che doveva seguire determinati protocolli e procedure quando, per ragioni casuali o dipendenti da un errore umano, c’era un blocco delle operations. Questa modalità, oltre a richiedere un tempo variabile per l’identificazione della root cause (talvolta giorni), costringeva le risorse IT a dedicarsi alla risoluzione del problema, distogliendole dai loro impegni quotidiani. Al contrario, l’automazione su cui si fonda un modello di orchestrazione dei data center è in grado di governare attività particolarmente complesse e di farlo nell’ordine giusto, con tempi e controlli adeguati e certi. Al personale IT rimane il compito di verificare che le operazioni di stop di un data center e start di un altro siano andate a buon fine e senza intoppi. Perciò, non solo l’automazione costa oggettivamente meno dell’approccio manuale, ma valorizza anche il capitale umano facendo in modo che si occupi di mansioni a maggior valore aggiunto.

 

Orchestrare il data center, una scelta ormai obbligata per migliorare le prestazioni

Il terzo vantaggio, se si orchestra il data center, è dato dal miglioramento generale delle prestazioni. Questo risultato dipende dal fatto che il controllo automatizzato di server, applicazioni, servizi e reti genera una velocizzazione delle fasi di identificazione del tipo di problema, della sua risoluzione e del ripristino delle componenti danneggiate. L’orchestrazione riguarda sempre più spesso ambienti eterogenei in cui possono convivere data center fisici e virtuali: questo implica un’armonizzazione dell’esecuzione delle procedure tra sistemi operativi, database e middleware. Un ecosistema composito nel quale difficilmente anche i maggiori esperti di soluzioni IT riuscirebbero a districarsi o a trovare il bandolo della matassa qualora dovesse emergere un incidente bloccante. Ecco perché orchestrare il data center non soltanto comporta dei vantaggi per l’azienda, ma molto probabilmente è una scelta ormai obbligata dallo scenario digitale contemporaneo.

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