Magazine / Agile Software Factory 13 luglio 2022

Agile Software Factory nel Retail: è il momento per andare più veloci

In un mercato effervescente, sconvolto dalla crisi pandemica, le imprese del settore Retail possono beneficiare dell’Agile Software Factory per elevare la propria capacità competitiva. 

Grazie all’Agile Software Factory infatti gli sviluppatori forniti dal partner tecnologico lavorano direttamente all’interno dell’organizzazione aziendale, progettando applicazioni sempre allineate alle necessità del business e accelerando i tempi di rilascio. 

Ma come funziona esattamente l’Agile Software Factory e perché può portare significativi vantaggi ai rivenditori? 

 

Le nuove esigenze del settore Retail 

Per rispondere alla domanda, è bene partire con un’analisi dei fattori di cambiamento nel settore Retail.  

Con l’emergenza pandemica, le aziende del comparto hanno dovuto rivedere improvvisamente il modello di business, vista l’impossibilità dei clienti di recarsi fisicamente in negozio. Alcuni avevano già implementato un sito di e-commerce, tuttavia pensato, nella maggioranza dei casi, per gestire esclusivamente la vendita dei prodotti, senza l’erogazione dei servizi a corollario. 

Oltre ad avere ricadute sulla relazione con il cliente, il Covid-19 ha ovviamente impattato anche i processi di organizzazione interna. Ad esempio, la frequenza dei dipendenti ammalati aveva una doppia conseguenza: non solo ostacolava la normale turnazione, ma creava discontinuità nelle comunicazioni con la clientela. Quando veniva contagiato un operatore che aveva prestato assistenza su un caso specifico, nessun collega era in grado di riprendere la conversazione con il cliente da dove era stata interrotta, perché non disponeva delle informazioni necessarie. Emergeva quindi l’esigenza di un sistema digitale per la condivisione della conoscenza all’interno dell’azienda; banalmente serviva una soluzione di Customer Relationship Management (CRM). 

Anche l’organizzazione delle consegne ha portato a nuovi nodi di complessità. I Retailer spesso si sono rivolti a corrieri diversi a seconda delle caratteristiche del prodotto da trasportare. A volte i prodotti dovevano transitare da soggetti intermediari prima di giungere al cliente finale (ad esempio, la sartoria per la modifica di un vestito). Le comunicazioni con tutti i diversi attori della filiera generavano complessità anche dal punto di vista dei sistemi It: soluzioni diverse dovevano integrarsi e dialogare per gestire i processi con efficienza e in continuità.  

I diversi canali esposti al pubblico dovevano inoltre essere coerenti: lanciare un prodotto in offerta sui social media e scoprire che non ci sono più scorte disponibili a magazzino è controproducente. Ecco perché serviva un’unica fonte dati in grado di alimentare tutta la pletora di servizi e canali digitali che stavano nascendo in risposta alla situazione pandemica.  

In questo clima di effervescenza, le aziende del Retail si sono ritrovate a sviluppare una miriade di nuove applicazioni a supporto delle necessità di business emergenti. La velocità nell’erogare servizi alla clientela rappresentava e costituisce attualmente l’obiettivo primario: con i colossi della vendita online che dettano standard di efficienza elevatissimi, i clienti hanno aspettative molto alte che qualsiasi rivenditore è chiamato a soddisfare.  

 

L’approccio Agile per accelerare lo sviluppo 

L’approccio Agile allo sviluppo software si adattava perfettamente a soddisfare le esigenze applicative dei Retailer. Innanzitutto, perché permette più agevolmente di sperimentare nuove soluzioni. Con l’approccio waterfall tradizionale, diventa necessario avere chiari, già nella fase iniziale, i requisiti funzionali del prodotto. Una volta partiti, non sono ammessi errori o ripensamenti. Con la metodologia Agile, invece, il requisito del prodotto si definisce progressivamente, man mano che il progetto avanza e si raccolgono feedback da parte degli utenti. Si procede per step graduali, che aggiungono di volta in volta un piccolo incremento di valore verso l’obiettivo finale. 

L’approccio Agile infatti permette di rivedere le priorità del progetto e cambiare rotta, all’interno di cicli che durano mediamente due settimane. Inoltre conferisce una velocità di sviluppo e rilascio senza precedenti, che permette di soddisfare rapidamente le richieste del mercato con la possibilità di raddrizzare continuamente il tiro. 

 

La compartecipazione nell’Agile Software Factory 

Rivolgersi a un consulente specializzato in sviluppo applicativo agile permette di cogliere prima e meglio i vantaggi della metodologia. 

Grazie al modello organizzativo di Agile Software Factory, gli sviluppatori forniti dal partner It operano direttamente all’interno della struttura del cliente, in un regime di stretta collaborazione con i dipendenti aziendali. Ovviamente ciò non prevede vicinanza fisica: i mezzi di collaborazione a distanza, quali teams, hanno permesso di mantenere e gestire team agile di sviluppo anche nei giorni di chiusura completa. Lavorando da remoto, l’operatività sugli ambienti dei clienti, spesso in cloud, è garantita, e questo permette di snellire tutte le operazioni di rilascio, talvolta anche automatizzandole. 

Con la metodologia waterfall, il fornitore invece riceve dal cliente la lista dei requisiti applicativi, stabilisce i tempi e il prezzo di sviluppo, quindi consegna il prodotto finito alla scadenza. Il rischio è che l’applicazione non soddisfi più le esigenze del business che nel frattempo sono mutate, vista la frenesia del settore Retail. Il metodo Agile invece permette uno scambio continuo di feedback e la compartecipazione al progetto delle due parti, garantendo il perfetto allineamento tra requisiti applicativi e le necessità aziendali.  

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